Un'altra idea di mondo

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il Progetto

Nel sentire comune i temi dell’ambientalismo o della tutela del paesaggio sono percepiti troppo spesso come un futile passatempo per persone con poco o nulla da fare. Questo equivoco non è incidentale, è il frutto di un modo di comunicare poco attento alla sensibilità dei destinatari. Siccome la civiltà della comunicazione sovrabbondante e strepitante ha fatto sì che le grandi idee non siano capaci di far breccia nel sentire comune, a farlo saranno i piccoli progetti e le iniziative concrete, capaci di dimostrare con i fatti che l’ambientalismo è sinonimo di efficienza economica e benessere. Se i nobili ideali sono di per sé elitari, le azioni concrete che l’Associazione metterà in campo saranno gli umili mattoni di un ambientalismo democratico capace di cambiare, partendo dalla base, il vertice.
In tale ottica sono state individuate, tra le molte possibili, alcune aree tematiche sulle quali l’Associazione ritiene di focalizzare l’attenzione in quanto le considera essenziali e connaturate alla diversa idea di mondo che intende proporre.

Mobilità sostenibile
Sviluppare reti territoriali di servizi integrati per il trasporto collettivo (bus, tram, treno, metro) che siano efficienti ed economiche. Creare ovunque percorsi protetti per pedoni e biciclette, per migliorare la qualità della vita urbana e ridurre i costi di viaggio in termini economici e di inquinamento. In tale contesto va utilmente collocata l’opzione kilometrizero, per favorire il consumo di merci e alimenti prodotti sotto casa.

Zerometriquadri
L’obiettivo è semplice: stop al consumo di suolo. In alternativa si deve recuperare, soprattutto nei centri storici, il patrimonio edilizio esistente, rendendolo strutturalmente sicuro ed energeticamente efficiente. Esemplare è il progetto CasaClima adottato dalla Provincia di BZ che, oltre a determinare i diversi livelli di classificazione energetica, stabilisce regole stringenti in materia di impiego di materie prime locali, di riduzione dei consumi idrici e sigillatura dei suoli. Visto che in Italia la disponibilità di immobili ad uso abitativo è pari a circa il doppio delle famiglie residenti, dunque molto più che sovrabbondante, si propone una moratoria di dieci anni sulla costruzione di nuovi edifici, autorizzando solo il recupero/restauro di quelli esistenti, a partire dalla “rottamazione” degli edifici costruiti negli anni 50 - 60, in gran parte insicuri e fuori norma.

Da rifiuto a risorsa
La filiera delle 4 R – Riduzione, Riuso, Riciclo e Recupero – è la premessa necessaria per abbattere in misura rilevante i volumi di rifiuti “non riutilizzabili”, ma riciclare e riutilizzare non basta, per frenare l’esaurimento delle risorse del pianeta bisogna intervenire all’origine, agendo sulle grandi aziende di produzione e distribuzione. Nella stessa logica si colloca la re-immissione nel ciclo produttivo del materiale di scarto (lattine, bottiglie, imballaggi, elettrodomestici, etc.), per trasformare il rifiuto in una “materia prima” doppiamente preziosa in quanto il suo reimpiego intelligente non intacca le riserve naturali e preserva l’ambiente dal degrado e dall’inquinamento.

Lavoro
La moderna politica industriale deve essere coniugata con un progetto globale di tutela dell’ambiente e del territorio. Si deve produrre sprecando meno risorse naturali e prestando grandissima attenzione alla “impronta ambientale”.
La Green Economy è al tempo stesso il mezzo ed il fine. Come strumento attuativo dello sviluppo sostenibile è la via per avviare il cambiamento, il quale, una volta instaurato, conduce ad un nuovo modello economico stabile e sostenibile.
La Blue Economy si basa sul semplice fatto che in natura tutto (energia, materia, alimenti) viene ciclicamente rigenerato e riutilizzato, senza intaccare l’equilibrio dell’ecosistema. La natura non genera rifiuti, ogni scarto o residuo diventa la materia prima di un nuovo prodotto. Questo deve valere anche per i manufatti fabbricati dall’ingegno umano.

Agricoltura
L’imprenditore agricolo, nella sua funzione di custode dello spazio rurale e dei prodotti della terra, ha un ruolo sociale di primissimo piano. Lavorare la terra per sfamare miliardi di esseri umani è assai più importante che coltivare cereali per produrre energia. Bisogna rendere economicamente sconveniente le piantagioni destinate ai biocarburanti e ridurre il consumo di suolo impedendo sia l’installazione di parchi solari su terreni agricoli sia la loro conversione in aree edificabili. Va infine tutelata la risorsa acqua, creando infrastrutture per la conservazione e il riciclo della stessa e adottando politiche di salvaguardia della qualità delle risorse idriche.

Territorio
Il dissesto idrogeologico congiuntamente al rischio sismico devono essere i fattori guida degli interventi destinati alla salvaguardia del territorio. Prima ancora di pensare ad investimenti ed opere pubbliche occorre effettuare una mappatura “ragionata” delle aree a rischio e sulla base di questa stabilire i criteri minimi di sicurezza per gli insediamenti abitativi ed industriali. È infatti pericoloso lasciarsi fuorviare da certe statistiche allarmanti, come quella che afferma che l’80% del territorio nazionale è a rischio senza tuttavia precisare che in quello stesso territorio vive meno del 10% della popolazione. In una situazione di carenza di risorse finanziarie è indispensabile fare scelte oculate e ad alta efficacia, lasciando da parte il sensazionalismo ed il catastrofismo di facciata.

Paesaggio
Al paesaggio va riconosciuta la rilevanza di bene insostituibile e non riproducibile; di conseguenza ogni intervento di trasformazione deve essere finalizzato a mantenere oppure innalzare le qualità esistenti. Qualsiasi abuso alle norme edilizie ed ambientali deve essere punito con severità, senza concedere deroghe o condoni. Possediamo un immenso patrimonio culturale, naturalistico ed economico, che si trova già assediato dal cemento e dal dissesto geologico. Questo bene dal valore inestimabile non deve essere ulteriormente intaccato, va anzi protetto oculatamente e valorizzato tramite una gestione efficiente ed ecologica volta a ridurre i rischi e a promuovere lavoro e benessere.

Le iniziative

L’Associazione guarda lontano ma terrà i piedi ben piantati per terra, promuoverà progetti specifici e si darà dei traguardi provvisori ma realistici, per offrire ai soci la prospettiva di risultati conseguibili e verificabili con azioni semplici ma utili. Si parte dal rovesciamento degli schemi consolidati e dei comportamenti acquisiti per esplorare strade nuove e sconosciute, forse rischiose ma ricche di grandi opportunità. Il metodo più elementare ma efficace è quello di replicare le “buone pratiche” già sperimentate altrove con successo.
Per dare corpo a tali iniziative non basta tuttavia la buona volontà, occorre pure acquisire le competenze tecniche necessarie per intraprenderle e perciò andrà coltivata con particolare attenzione la presenza nell’Associazione di personalità di rilievo in campo scientifico-culturale.

Prime proposte
La ratio delle indicazioni che seguono non è quella di mettere in pratica azioni dirette, mancano ancora i presupposti e le forze per farlo, l’obiettivo è la creazione di una mentalità nuova, che favorisca la loro concretizzazione in un futuro vicino.

• Corsi di “educazione energetica” per divulgare l’idea che le tecnologie per costruire edifici a zeroKwh sono ormai mature, alla portata di tutti e soprattutto convenienti (pannelli fotovoltaici, pompe di calore geotermiche, coibentazione attiva, recupero acque reflue, etc.).
• Cooperative proprietari/costruttori edili per il recupero ecosostenibile degli edifici tramite modalità di realizzazione a basso impatto ambientale.
• Cooperative di produttori/consumatori per la produzione ed l’impiego di energie rinnovabili.
• Forme di risparmio eco-attive investendo il denaro nell’acquisto collettivo di terreni agricoli per sottrarli alla speculazione edilizia e dandoli in gestione a piccoli imprenditori agricoli che sostengano progetti di coltivazione biologica e sviluppino la biodiversità.
• Coordinamento intelligente degli orari di lavoro, delle scuole, degli sportelli per il pubblico, dei trasporti, per ridurre i problemi logistici delle famiglie, le assenze dal lavoro, il traffico urbano e dare più sicurezza ai figli. L’adeguamento delle settimane di frequenza scolastica ai ritmi di lavoro/ferie delle famiglie, per quanto possa sembrare “sovversivo”, è un ulteriore passo in questa direzione.
• Sperimentazione del Telelavoro partendo dalle amministrazioni nelle quali sono presenti i nostri soci.
• Cooperative per il recupero differenziato delle numerose materie prime presenti negli elettrodomestici rottamati, sull’esempio degli ex-operai Merloni di Canosa di Puglia.
• Contatti con le grandi imprese per progetti innovativi di riduzione degli imballaggi.

Protocollo di Milano
Forse è stata una coincidenza, forse i tempi erano maturi, ma l’Associazione entra in campo nel momento più opportuno per dare voce e supporto al Protocollo di Milano, l’innovativo progetto di riduzione degli sprechi alimentari che sarà presentato all’Expo 2015. Le sue ricadute sul ciclo agro-alimentare ed energetico sono potenzialmente immense. Il primo incontro col prof. Riccardo Valentini, responsabile scientifico del programma, lascia sperare sviluppi incoraggianti, a partire dalla sua disponibilità ad aderire all’Associazione. Altre personalità di alto livello culturale potrebbero (dovrebbero) essere coinvolte nel nostro progetto ed il massimo sforzo deve essere compiuto per cercare ascolto e adesione nel mondo universitario e della ricerca.